Il 17 giugno, ad Ankara, i rappresentanti di Edison e delle compagnie greca Depa e turca Botas, hanno siglato un Memorandum d'Intesa di fondamentale importanza per la realizzazione dell'Interconnettore del gas Turchia-Grecia-Italia (ITGI).
Il Memorandum ha fissato infatti i termini e le condizioni per il transito del gas attraverso il territorio turco e risulta tanto più significativo in ragione della recente risoluzione della vertenza turco-azera legata alla ridefinizione dei termini d'acquisto e transito del metano azero. Il gas che verrà estratto dalla seconda fase di sviluppo dei giacimenti di Shah Deniz, in Azerbaigian, rappresenta la principale fonte di approvvigionamento individuata per l'interconnettore e le difficoltà di definire i termini di una nuova intesa tra Ankara e Baku sull'acquisto e transito di gas dopo la scadenza del precedente accordo nell'aprile 2008 avevano generato seri dubbi sulla concreta realizzabilità dell'ITGI.
Sbloccata l'impasse, l'ITGI attende ora solo la decisione finale sugli investimenti, che dovrebbe essere raggiunta entro fine anno. Il gasdotto, la cui entrata in funzione è prevista per il 2015, consentirà l'intubazione di circa 10 miliardi metri cubi di gas annui attraverso un interconnettore tra Turchia e Grecia – completato nel 2007 – ed un interconnettore tra la Grecia e le coste pugliesi in fase di realizzazione. Finalizzato alle diversificazione dei canali di importazione energetica europei, l'ITGI è stato etichettato come progetto di “interesse europeo” dalla Commissione, che ha offerto all'infrastruttura 100 milioni di euro di cofinanziamento.
L'accordo di Ankara segna un punto decisivo per la realizzazione dell'ITGI anche in relazione ai progetti infrastrutturali concorrenti per il trasporto di gas caspico verso i mercati europei – Nabucco e Trans-Adriatic Pipeline (TAP) in testa. Un punto tanto più rilevante in ragione della diminuzione della domanda europea di gas conseguente alla crisi che, generando un potenziale eccesso di offerta di metano, rende inverosimile la contemporanea realizzazione di tutte le infrastrutture progettate nel corridoio meridionale dell'Unione.