Economia

Lanciato il progetto di zona di libero scambio tra Turchia, Siria, Libano e Giordania

20 Giu 2010 | BY STEFANO TORELLI     

Il 10 giugno ha segnato un nuovo momento di svolta nelle relazioni tra la Turchia e i suoi vicini arabi.

In occasione della annuale riunione del Forum di Cooperazione Turco-Arabo (TAC), cui hanno preso parte i delegati di 21 Paesi insieme al Segretario Generale della Lega Araba Amr Moussa, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan e il Ministro per gli Affari Esteri Ahmet Davutoğlu hanno ribadito la volontà della Turchia di instaurare rapporti sempre più stretti con i Paesi arabi. Ciò si traduce in varie iniziative dal punto di vista sociale, politico e, soprattutto, economico. E’ in tale cornice che è stata proposta la creazione di una vera e propria unione doganale e una zona di libero commercio tra Turchia, Siria, Giordania e Libano. La proposta sembrerebbe essere la naturale prosecuzione della politica iniziata con l’annullamento dei visti di ingresso alle frontiere con i Paesi in questione, portata avanti dai rispettivi governi sin dall’anno scorso.

Lo stesso Ministro degli Esteri Davutoğlu, nel suo discorso in occasione dell’incontro, ha espresso la volontà della Turchia di poter raggiungere la realizzazione di un sistema in cui ci si possa muovere “dalla Turchia al Marocco senza alcuna fermata in nessun posto di frontiera”, a sottolineare lo scopo finale delle politiche attuate nei confronti dei Paesi arabi, vale a dire una zona completamente aperta agli scambi commerciali e umani. Del resto, le relazioni tra la Turchia e tutti i Paesi arabi sembrano aver preso una direzione positiva, che potrebbe portare a una cooperazione progressivamente sempre più stretta. In tale ottica, Ankara da anni sta intrattenendo rapporti ottimali anche con le realtà del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), basati sugli investimenti diretti in alcuni settori in particolare, come quello dell’edilizia e del turismo. Non è da dimenticare che la Turchia e l’Arabia Saudita siano gli unici due Paesi dell’area mediorientale a far parte del G20 e, da questa considerazione, appare facile intuire quali potrebbero essere i Paesi che dovrebbero trainare la cooperazione regionale.

L’interscambio commerciale tra Ankara e i Paesi arabi appare in costante crescita e attualmente supera di poco i 20 miliardi di dollari, ma l’obiettivo dichiarato del governo turco è quello di arrivare a livelli molto superiori. In quest’ottica, un settore su cui le realtà in questione stanno investendo molte risorse, è quello dei trasporti e delle infrastrutture connesse. Durante l’anno scorso e l’inizio del 2010, progressi significativi sono stati compiuti, per esempio, per ciò che concerne i collegamenti ferroviari tra la Turchia e la Siria, così come si è annunciato il progetto di costruzione della ferrovia che dalla Turchia dovrebbe raggiungere l’Arabia Saudita. Anche i rapporti energetici continuano a costituire una pedina importante nella cooperazione economica tra Ankara e i Paesi arabi, per esempio pensando al progetto dell’Arab Gas Pipeline (AGP). Ma, oltre al livello economico, tutti questi sforzi della Turchia nei confronti del mondo arabo rappresentano anche un chiaro messaggio politico volto al miglioramento delle condizioni di vita della regione, quindi della stabilizzazione e pacificazione dell’area mediorientale.

 

 

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