Fenomeno che incarna la tradizione folcloristica e popolare dei cantastorie, il retaggio del teatro occidentale, la tradizione degli spettacoli di corte, il teatro ha rivestito un ruolo importante nella cultura dell'Impero Ottomano.
Il teatro della tradizione ottomana Fenomeno che incarna la tradizione folcloristica e popolare dei cantastorie, il retaggio del teatro occidentale, la tradizione degli spettacoli di corte, il teatro ha rivestito un ruolo importante nella cultura dell'Impero Ottomano.
L’Impero della Sublime Porta testimonia infatti un ricco passato di spettacoli popolari composti da numeri circensi con saltimbanchi e prestigiatori, di battute in prosa o in versi e di ballate e farse contadinesche su personaggi mitici e della storia nazionale. Durante gli spettacoli, che venivano esibiti durante le feste pubbliche, il dramma teatrale era accompagnato da canti, danze, mimi e giochi d’ombra. Alcuni di questi spettacoli sembra risalgano a tempi lontanissimi, e abbiano origine da riti sciamanici dell’antica regione uralo-altaica. Nel teatro popolare, lo spettacolo messo in scena da attori, cantastorie o burattinai si basava sull’imitazione e la parodia di alcune peculiarità dialettiche e l’imitazione di vari animali, facilmente riconoscibili dal pubblico per l’uso di costumi e danze ormai standardizzate nella tradizione popolare. Il comico o il burattinaio-narratore rappresentava scene della vita quotidiana utilizzando il pittoresco linguaggio del suo tempo, servendosi di giochi di parole, battute volgari, doppi sensi ed equivoci. Questi spettacoli non si svolgevano in ambienti appositi ma in qualsiasi luogo che potesse ospitare grandi folle, come le piazze durante le feste nazionali e religiose o le fiere, nei caffè, nelle osterie e nelle residenze private durante matrimoni o altri eventi importanti.
Nel tardo periodo ottomano, questi generi teatrali popolari confluirono anche nel teatro di corte. La nascita di un erede, la vittoria di una battaglia, l’inizio di una campagna di conquista ed altri eventi fondamentali per la crescita del paese venivano festeggiati con processioni, luminarie, fuochi d'artificio, giochi equestri, ma anche da danze, musiche e spettacoli teatrali. Queste produzioni occasionali di teatro popolare contribuirono in gran parte al delinearsi del Ortaoyunu, ossia la commedia dell'arte turca, ancora oggi rappresentata in Turchia. Questo genere mostra alcune caratteristiche simili alla commedia d’arte italiana, come la recita a soggetto e la tipologia fissa dei personaggi, somiglianze derivate probabilmente dall’intenso scambio con commercianti veneziani e genovesi. Nel Ortaoyunu però, contrariamente che nel teatro occidentale, i personaggi non perdono la loro identità di attori e la consapevolezza del loro ruolo di fronte ad un pubblico. Non esiste una barriera di finzione tra personaggi e spettatori, e gli attori, improvvisando, interagiscono costantemente con il pubblico presente. Un tema tipico del Ortaoyunu, è il conflitto tra il personaggio di Kavuklu, un popolano ignorante e Pişekar, un uomo istruito molto abile e astuto. Questi, senza l’ausilio di un testo scritto, personificano i tratti che caratterizzano i rispettivi ceti sociali da cui provengono.
Tra tutte queste tradizioni, emerge una delle rappresentazioni più vivaci della cultura e dell’antica tradizione popolare: il teatro delle ombre. In una rappresentazione satirica e canzonatoria, i principali protagonisti Karagöz e Hacivat, il popolano e l’erudito, ritraggono la società ottomana del tempo, accompagnata da un disparato campionario di soggetti, capaci di rispecchiare i mille volti di un vastissimo impero. Amplificando pregi e difetti, il teatro di Karagöz e Hacivat è uno specchio che riflette con toni caricaturali e dissacranti gli aspetti variegati della natura umana: dalla genuinità alla furbizia, dall’inganno al vizio e la virtù.
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Bursa, terra natale di Karagöz
Adagiata sulle pendice dell’Ulu Dağ, l’antico Olimpo di Bitinia e Misia, con le sue verdi foreste di abeti, castagni e cedri, prima capitale dell’Impero Ottomano, Bursa conserva ancora il fascino di una città dominata dal verde. Il verde dei numerosi giardini, parchi e frutteti, ma anche degli smalti della celebre Yeşil Cami (Moschea Verde). Terra natia del celebre personaggio di Karagöz, nel museo delle Arti turco-islamiche è ancora oggi possibile ammirare una pregevole collezione di marionette del teatro delle ombre che, sviluppatosi per la prima volta proprio a Bursa, si è poi diffuso in tutta l’area dell’Impero Ottomano.
Süreyya Operası: vivere l'opera ad Istanbul
Sorge sulla sponda asiatica di Istanbul, nel cosmopolita e variegato quartiere di Kadikoy, il più antico teatro dell’opera della parte anatolica della città. L’Opera, o Centro Culturale, Süreyya fu progettato e costruito dal politico Süreyya İlmen Pasha per soddisfare la necessità di un luogo che ospitasse eventi sociali e culturali in questa zona di Istanbul. Il fascino dei prestigiosi teatri europei che impressionò Süreyya rivive in questo teatro. Il salone d’ingresso appare infatti come un esempio di Art Déco ispirato al teatro Champs-Elysées di Parigi, mentre gli interni richiamano gli stili dell’architettura tedesca. Inaugurato il 6 marzo del 1927, fu il primo teatro della parte asiatica di Istanbul ed il sesto dell’intera città. Nonostante fu concepito come un’opera, il palcoscenico e i camerini non furono tuttavia completati e nessuna opera fu messa in scena per oltre 80 anni. Nel 1930 venne infatti istallato l’equipaggiamento necessario per proiettare le pellicole ed il teatro fu adibito a cinema, prendendo dunque il nome Süreyya Sineması, il Cinema Süreyya, di cui il famoso poeta Nazim Hikmet ricoprì per primo la funzione di direttore. Al secondo piano, la sala da ballo, che è rimasta adibita per lungo tempo ad ambiente per feste nuziali, ha poi ospitato il gruppo teatrale Kadıköy Sahnesi, “il palcoscenico di Kadikoy” e, dal 1964, è stata la sede di un laboratorio di vestiario.
Nel 2007, un progetto di restauro ha riportato l’imponente edificio art-nouveau alla sua funzione originaria, facendone la sede dell’opera e del balletto di Istanbul. In un’atmosfera informale e giovane, la Süreyya Operası mantiene però vivo lo spirito popolare che ne ha caratterizzato la quasi secolare evoluzione, restituendo al teatro una dimensione culturale aggregante, non-elitaria, difficile da ritrovare nei teatri dell’opera europeo-occidentali.