Dal nome dello storico vicolo del quartiere istanbuliota di Beyoğlu, Yeşilçam incarna la quintessenza del cinema tradizionale di Turchia.
Simbolo di un sogno “americano”, in una continua tensione tra film occidentali e tradizione turca, Yeşilçam – una piccola traversa di Istiklal Caddesi nello storico quartiere di Beyoğlu – è stato lo sfondo in cui attori, registi, tecnici e membri di studi cinematografici hanno lavorato per costruire una piccola Hollywood alla turca.
Questo vicolo del centro di Istanbul ha infatti dato il nome alla fiorente industria cinematografica che, dall’inizio degli anni ’50 fino alla metà degli anni ‘70, produsse oltre 250 film all’anno in Turchia. Solo l’avvento della televisione ridusse i ritmi di produzione di Yeşilçam, che rimase tuttavia una imponente industria cinematografica fino agli anni ’90.
In una sovrapposizione maldestra di intrecci hollywoodiani e di rappresentazione della realtà turca, la tecnologia dei mezzi americani, come importata in Turchia, fu sottoposta ad una turchizzazione a vari livelli. Attraverso rifacimenti, adattamenti e doppiaggi, Yeşilçam tentò infatti di fotografare una realtà in fieri, quella della società turca, e di unificarla nonostante i suoi molteplici aspetti utilizzando il calco del modello di matrice occidentale-americana. Nel continuo desiderio di “farsi americano” e di rispecchiare contemporaneamente la tradizione locale, Yeşilçam diede vita ad una vasta produzione cinematografica di massa.
Una sintesi di culturale popolare, la fusione cinematografica di occidente ed oriente, in un movimento costante da Est ad Ovest, che non permette a Yeşilçam di essere né cinema occidentale né cinema orientale, ma la combinazione di entrambi in una perpetua trasformazione.